
“Arrivano i minatori”.
Quando entriamo in un magazzino di tessuti, ci sparpagliamo.
La prima fase di ricerca è spesso individuale: vaghiamo in solitaria, toccando tutto quello che è a portata di mano, raccogliamo, portiamo sul tavolo o bancale che ci è stato assegnato.
Poi ci si ritrova, si discutono le proposte. E si ricomincia.
“Tutto quello che è a portata di mano” significa tutto. E se si intravede qualcosa di potenzialmente interessante ma scomodo da raggiungere: si scava, si alzano venti rotoli di tessuto per vedere meglio il ventunesimo, ci si arrampica precariamente sulle scale riservate al personale.
Uno scaffale non verrà mai guardato e toccato una volta soltanto. Almeno due. E quelli meno promettenti li si lascerà indietro guardandoli con l’occhio triste del genitore che guarda il figlio o la figlia che non ce la fa.
A quanto pare, questa tecnica non è tra le più comuni. La prassi sarebbe quella di farsi accompagnare da qualcuno, indicare il rotolo prescelto, farselo prelevare dal magazziniere. E
passare oltre.
Ora, qualcuno ci spiega come può esserci un rotolo prescelto, se non si sono toccati tutti gli altri?
Come si può lasciare una strada inesplorata? Come si può, davanti a tutta quella grazia, guardare altrove?
I tessuto con cui abbiamo realizzato questo completo è proprio uno di quelli che ci saremmo persi, se qualcuno non si fosse incaponito a setacciare la fila dei jacquard da cima a fondo.
Per la seconda volta.
C’è un magazzino in cui Daniele, uno dei dipendenti, ci chiama i minatori.
Capito perché?
Anno: Primavera-Estate 2026
IL BLAZER e PANTALONE ONDA in cotone e lurex (Archivio IL)


collezione p/e 2026
EDELIA
ph: chiara Agostinetto
bellezza: Arianna Richieri