
Una cosa che le persone ci chiedono spesso è chi disegna, chi crea, chi fa cosa.
La creatività ci accomuna tutti e ognuno la esprime con le proprie competenze. Tutti cuciamo, tutti sappiamo come si costruiscono i vestiti, le decisioni vengono prese insieme (la Democrazia è bella ma estenuante, diciamolo) e ognuno ha anche la propria area di lavoro. Rispetto all’ideazione degli abiti, in Lab i ruoli sono abbastanza definiti: Roberto disegna, Pietro e Serena fanno un sacco di domande e poi prototipano.
A volte però ci si contamina. Quello che prima non ti piaceva inizia a piacerti perché lo capisci attraverso lo sguardo degli altri. A volte ci si compensa: dove non arriva uno, ci riescono gli altri. E a volte qualcuno fa qualcosa che, sulla carta, non gli competerebbe.
Il V dress nasce da una di queste volte. Stavamo progettando la collezione estiva e
Roberto aveva un vuoto creativo sugli abiti (ma ovviamente non sulle giacche).
Serena invece continuava a descrivere un vestito che nella sua testa esisteva già: doveva valorizzare alcuni punti, accompagnarne altri, essere facile da indossare e avere una
presenza precisa.
Così nacque il V dress: senza disegno, con dei pezzi di carta ritagliati direttamente sul manichino.
Colpo di stato.
Anno: Primavera-Estate 2025
V DRESS, lino vintage (Collezione privata)



collezione primavera state 2025
ESPLOSIONE
ph: Silvia Pastore
bellezza: Arianna Richier

collezione primavera state 2025
ESPLOSIONE
ph: Alberto Nidola
bellezza: Arianna Richier